Palazzi storici, castelli, borghi: le aperture straordinarie delle Giornate Fai d'autunno

5' di lettura 08/10/2020 - Visite a palazzi storici, a luoghi di culto, castelli e borghi ma anche percorsi di trekking, itinerari culturali e mostre. Torna l’appuntamento dedicato alla scoperta e alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico realizzato dal Fai, Fondo Italiano per l’Ambiente, rimandato dalla primavera all’autunno a causa dell’emergenza Covid.

L’iniziativa organizzata dal Fai nazionale si svolge contemporaneamente in tutta Italia, per due weekend il 17/18 e il 24 e 25 ottobre, aprendo al pubblico luoghi solitamente chiusi a volte sconosciuti e spesso “segreti”, (mille aperture a contributo libero in 400 città in tutta Italia), coinvolgendo tutte le reti territoriale di delegati e volontari, con il prezioso supporto della Protezione civile, della Croce Rossa e dell’Arma dei Carabinieri, che per la prima volta affiancano il Fai, in questo particolare periodo di emergenza sanitaria.

Questa edizione è dedicata in particolare alla fondatrice, Giulia Maria Crespi, scomparsa lo scorso luglio.
In Emilia-Romagna il Fai organizza per l’occasione 53 iniziative, coinvolgendo 27 località di tutta la regione.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina nella sede della Regione, presenti l’assessore regionale alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori, la presidente Fai Emilia-Romagna, Marina Forni, la referente regionale Barbara Rossi e il delegato culturale Fai Emilia-Romagna, Vincenzo Vandelli.

“Tutti gli operatori del settore sanno che il modello inglese di gestione dei beni culturali è molto importante- ha affermato l’assessore Felicori-, poiché pratica il principio di sussidiarietà, dove lo Stato fa il suo dovere, ma anche i cittadini fanno la loro parte contribuendo attraverso dei trust a favorire la fruizione, oltre a gestire direttamente beni culturali. Questa grande tradizione inglese ha avuto attraverso Maria Crespi un seguito in Italia, e con l’istituzione del Fai ha permesso di salvare molti beni e di mostrarli ai cittadini. Del Fai ricordo giornate con enormi file e un senso di frustrazione per non poter vedere tutti i beni aperti, tanto larga è l’offerta delle giornate”.

“Bisogna quindi uscire dall’ idea paternalistica dello Stato- ha concluso l’assessore-, che deve sì intervenire ma facendo in modo che i cittadini facciano lo stesso anche solo con pochi euro, a salvaguardia del loro patrimonio. La Regione conferma il massimo sostegno al Fai”.

L’assessore, ha anche fatto una raccomandazione particolare sul rispetto delle misure di sicurezza anti-Covid: “Stiamo rischiando l’inasprimento delle misure di sicurezza, un fatto che sarebbe letale per la cultura. Se saremo rispettosi delle regole riusciremo a fare una vita quasi normale potendo usufruire di tutti gli eventi culturali”.

“Parlo da volontaria del Fai dal 1988, convinta e conquistata da Giulia Maria Crespi, che ha dato alla mia vita uno slancio e una apertura straordinaria- ha riferito la presidente regionale del Fai Emilia-Romagna, Marina Forni-. Giustamente sono dedicate al suo nome queste Giornate Fai d’Autunno, che anno dopo anno riconfermano la volontà di offrire agli italiani occasioni di gioia, mai tanto necessarie come in questo periodo così difficile per tutti. Vorrei ricordare che prendere parte alle Giornate vuol dire non solo godere della bellezza che pervade ogni angolo del nostro Paese e toccare con mano ciò che la Fondazione fa per la sua tutela e valorizzazione; ma soprattutto sostenere la missione del Fai in un momento particolarmente delicato. Tutti i visitatori possono farlo con una libera donazione e potranno anche iscriversi al Fai online oppure nelle diverse piazze d’Italia durante l’evento. La donazione online, in particolare, consentirà di prenotare la propria visita, assicurandosi così l’ingresso nei luoghi aperti dal momento che, per rispettare la sicurezza di tutti, i posti saranno limitati”.

l luoghi aperti In Emilia-Romagna

Tra i luoghi in Emilia-Romagna si segnalano in particolare le aperture a Bologna di tre suggestivi palazzi storici: Palazzo Fava da San Domenico, Palazzo Davia Bargellini e Palazzo Boncompagni. Spostandosi di qualche chilometro, a Dozza, si verrà guidati nelle strade del suggestivo borgo immersi nell’arte di importanti pittori del Novecento che ne hanno dipinto i muri. A Ravenna ci sarà l’esposizione straordinaria del Manoscritto della Biblioteca Classense le cui miniature del XIV secolo sono l’unica testimonianza del perduto mosaico absidale di San Giovanni Evangelista, mentre a Reggio Emilia è in programma un percorso tra storia dell’architettura e storia della psichiatria: un eccellente esempio di riqualificazione urbana, l’Ospedale psichiatrico di San Lazzaro. Nell’appennino modenese, a Guiglia, verranno svelati i segreti del castello e del feudo Montecuccoli Laderchi, vicende ricche di storia che si dipanano nei secoli. Si terrà invece a Bagnara di Romagna (Ra) un appuntamento dedicato alla storia della musica, dove verrà ricordato Pietro Mascagni a 75 anni dalla sua scomparsa. A Ferrara, verrà aperto uno dei simboli della trasformazione edilizia voluta dal duca Ercole I d’Este oggi conosciuto come Palazzo Trotti-Mosti, mentre in provincia di Piacenza, a Monticelli d’Ongina, sarà un'occasione unica poter ammirare la Rocca e gli affreschi della Cappellina del Bembo al calar della sera.

I numeri Fai in Emilia-Romagna

Il Fai in Emilia-Romagna è rappresentato dalla presidente regionale, dalla referente regionale e da 10 delegazioni, 10 gruppi FAI, più di 14.000 aderenti e 9 Gruppi FAI Giovani con oltre 1500 ragazzi e ragazze coinvolti.

Le Giornate FAI d'Autunno si svolgono con il Patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, di tutte le Regioni e le Province Autonome italiane.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-10-2020 alle 16:52 sul giornale del 09 ottobre 2020 - 160 letture

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