Ferrara: Arrestato a Verona il braccio destro di "Boogye"

squadra mobile 3' di lettura 30/10/2020 - Nella giornata di mercoledì gli uomini della Squadra Mobile hanno arrestato ad Albaredo d’Adige (VR),  ADEYEMI Joseph (35 anni), meglio conosciuto con il soprannome di “General Ajebodi”,   braccio destro di BOOGYE, designato per il controllo operativo della zona di Verona e parte orientale della provincia, fino al confine con Vicenza.

L’uomo era seguito con discrezione dagli investigatori ferraresi, in stretta collaborazione con quelli scaligeri, da giorni appostati nella zona di Albaredo d’Adige e quando si è avuta la percezione che stesse per fuggire e lasciare l’Italia con un Flixbus, è stato bloccato.

“General Ajebodi” era autorizzato dal gruppo degli anziani “Elders” che si riuniva talvolta nella zona di Torino, a partecipare al “forum”, una sorta di parlamento interno virtuale, in cui venivano prese decisioni operative e venivano divulgate le disposizioni provenienti direttamente dalla Nigeria, era strettamente legato a Boogye di cui era una sorta di guardaspalle e quest’ultimo non esitava a contattarlo ogni qualvolta ci fosse da infliggere punizioni corporali ai “Norsemen” che non rispettavano le regole, o provocare risse mirate con gli antagonisti di altri cults in diverse zone del Veneto. Insieme a Boogye, a Padova nel corso del Marzo 2019, General ha gravemente ferito con un coccio di bottiglia un connazionale durante una spedizione punitiva. Uomo particolarmente violento, ha provocato addirittura una rivolta, nel maggio del 2018, presso una struttura straordinaria in cui era ospite, in via San Pierin a Bovolone (VR). Il legame con Boogye era decisamente stretto, tanto che in passato “General Ajebody” è stato più volte identificato in casa del DJ. In seguito, su disposizione del suo capo si era stabilmente trasferito nella provincia veronese per curare gli affari del “Vatican”- costola italiana del “SVC” – Arobaga, in quella zona, con il compito specifico di reperire nuovi membri, autorizzato a vagliarne l’affidabilità e l’affiliazione. Quest’ultima avveniva nel corso dei cosiddetti “party” che si tenevano in discoteche della zona bassa gardesana Veronese/Bresciana affittate o gestite da nigeriani. Durante i “party” l’affiliato veniva stordito con l’alcool, colpito o bastonato da un gruppo di affiliati di rango superiore e costretto a ripetere fino allo sfinimento frasi litaniose, una sorta di giuramento di fedeltà a vita. Talvolta ai neoaffiliati venivano fatti ingoiare soldi (falsi) in segno beneaugurante.

Il Questore Capocasa:- “Mafia nigeriana: uso indiscriminato della violenza”

“ La criminalità nigeriana, nonostante la pluralità dei gruppi ( Cults) che la compongono, si presenta compatta e con una fisionomia del tutto particolare. Si tratta di cults che nel tempo sono stati in grado di diventare associazioni di stampo mafioso, con i tratti tipici di quella che giudizialmente è stata qualificata come “ mafia nigeriana” : il vincolo associativo, la forza di intimidazione, il controllo di parti del territorio e la realizzazione di profitti illeciti.

Il tutto, sommato ad una componente mistico-religiosa, a codici di comportamento ancestrali e ad un uso indiscriminato della violenza, che in molti casi ha impressionato gli stessi mafiosi italiani “.






Questo è un articolo pubblicato il 30-10-2020 alle 17:32 sul giornale del 31 ottobre 2020 - 166 letture

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