Minori arrestati, il dibattito in Consiglio comunale

4' di lettura 30/10/2020 - Solidarietà alla vittima dell’aggressione e ringraziamenti alla Polizia per il lavoro svolto sono stati espressi da tutti i consiglieri intervenuti nel dibattito seguito alla trasformazione in interpellanza dell’interrogazione proposta dal consigliere Piergiulio Giacobazzi sull’arresto di minori stranieri al parco Ducale.

Aprendo gli interventi per Lega Modena, Beatrice De Maio ha giudicato quanto avvenuto “emblematico di tutto ciò che non funziona nella gestione dell’immigrazione e dei richiedenti asilo, in questo caso, tra l’altro, giovani che provengono dalla Tunisia, una nazione turistica e di certo non in guerra”. In attesa di sapere “quale ente sia responsabile della mancata custodia”, per la consigliera bisognerebbe ammettere che siamo in emergenza”. Per Giovanni Bertoldi, l’educazione è “alla base del processo di integrazione di questi ragazzi. È un compito molto difficile, che richiede un impegno ancora maggiore quando si hanno di fronte ragazzi come questi. Nel caso, come accaduto, di risultati negativi e a fronte di costi ingenti per la società per i minori non accompagnati, bisogna intervenire in modo deciso, prima che di loro si debba occupare la giustizia, perché sarebbe una sconfitta per tutti noi”.

Elisa Rossini (Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia) si è soffermata sulla necessità di dare delle regole: “Se non siamo in grado di dare regole a questi ragazzi, che evidentemente possono uscire di sera tardi dalle comunità che li ospitano, dobbiamo chiederci che tipo di comunità educante siamo. È questo – ha detto – il problema di fondo che ci dobbiamo porre e che viene prima di tutti gli altri”.

Non è un orario “che determina la qualità dell’educazione” ha replicato Vittorio Reggiani (Pd) precisando che è una scelta “che fa parte dell’autonomia educativa sempre richiamata dalla consigliera e non può essere usato per dare un giudizio negativo sul lavoro delle comunità”. I comportamenti negativi di pochi, ha proseguito, non possono portare a condannare il sistema di accoglienza, “che si dà un obiettivo di qualità. Poi, se vogliamo essere costruttivi, possiamo discutere di come migliorarla”. Anche Mara Bergonzoni ha rimarcato che “educare è un compito difficile” e che “non è corretto generalizzare”. Tommaso Fasano ha ricordato che “fatti di questo genere non sono legati solo alla dimensione modenese e che il problema dei minori stranieri non accompagnati non può essere risolto riducendo le risorse. Non bisogna essere buonisti – ha proseguito – per capire che finché saranno sistematicamente esclusi dalla società, questi ragazzi non avranno motivo di rispettarne le regole, o che abbandonarli a se stessi richiederà un maggiore impiego delle forze dell’ordine. Per questo bisognerebbe investire di più sulla mediazione culturale, ma un Comune non può farlo senza il supporto del Governo centrale”.

Per Paola Aime (Verdi) esiste una percentuale di “ragazzi devianti irriducibili” ma tutti dobbiamo chiederci “cosa potremmo fare di più e di diverso, aldilà della responsabilità collettiva che abbiamo come società che ha, comunque diritto alla sicurezza e chi delinque va punito e rieducato. Quella che abbiamo davanti – ha concluso –è una sfida da vincere insieme in cui ognuno deve fare la sua parte”.

Per Modena civica Katia Parisi ha sottolineato come anche in una città attenta all’integrazione come Modena, ci “siano problemi complessi. A volte i percorsi non hanno successo, ma il sistema dell’accoglienza deve proseguire ed essere orientato all’integrazione, per la quale va compiuto ogni sforzo. Militarizzare le città non basta perché un ragazzo non integrato è facile preda della microcriminalità”.

Per Camilla Scarpa (Sinistra per Modena) “generalizzare un fatto di cronaca che riguarda tre persone su 103 minori accolti a Modena, è un errore sia nei confronti degli altri minori accolti, sia per il lavoro di tanti operatori, educatori, mediatori culturali e sociali. I decreti sicurezza – ha proseguito – hanno avuto effetti molto negativi in termini di accoglienza e sui diritti delle persone, compresi i minori: serve coraggio per ripensare il nostro sistema di accoglienza, rimettere al centro la tutela delle persone e promuovere un’integrazione vera che permetta loro di costruirsi un’esistenza dignitosa”.

Andrea Giordani (Movimento 5 stelle) ha sottolineato che “bisogna accogliere e integrare le persone, continuando anche oltre i 18 anni, perché gli stranieri non vogliono diventare parte di un paese che non concede loro pari dignità, dove sono sfruttati e sottopagati”.

Nella replica il consigliere Giacobazzi ha affermato che “l’intento dell’interrogazione era proprio sollevare sul tema un dibattito costruttivo per affrontare un problema quotidiano”. Per il consigliere, oltre alla responsabilità penale dei ragazzi, che è personale, “bisogna individuare una responsabilità di custodia”, sottolineando poi che “il primo diritto da difendere è quello delle persone a non essere aggredite”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-10-2020 alle 17:35 sul giornale del 31 ottobre 2020 - 160 letture

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