Bonaccini e Acquaroli concordi sulla prevenzione: "Serve una piano nazionale contro il dissesto idrogeologico"

3' di lettura 15/11/2022 - Seppure partendo da sponde politiche diametralmente opposte, tra Emilia Romagna e Marche almeno un punto di convergenza c'è. Ed è quello sulla prevenzione del dissesto idrogeologico. Il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sono stati i protagonisti della tavola rotonda dell'assemblea di Confindustria Ancona.

Una location non casuale, quella del teatro La Fenice di Senigallia, tra le città simbolo della tragica alluvione del settembre scorso. “Serve un grande piano nazionale per intervenire sulla cura del territorio e contro il dissesto idrogeologico e soprattutto bisogna intervenire per ridurre l'inquinamento atmosferico perché i cambiamenti climatici sono dovuti continuamente a questo” - ha esordito Bonaccini. “Verrebbe da dire, si spera che non vengano più terremoti che sono, temo per ancora un bel pò di tempo, difficilmente prevedibili - prosegue Bonaccini - invece le alluvioni e le frane si possono, se non prevedere, almeno arginare con più prevenzione e meno interventi in emergenza. Per fare la prima serve serietà e responsabilità per realizzare le opere, e anche tante risorse”. Sul terremoto il Presidente dell'Emilia Romagna porta “un'esperienza positiva”. “Al 31 dicembre usciremo dallo stato d'emergenza- ha concluso Bonaccini – è rimasto poco, la ricostruzione è stata ultimata al 95%, restano solo alcuni edifici storici. Oggi le imprese sono più di allora perchè abbiamo riportato la gente a vivere e lavorare sul territorio. Due terremoti che provocarono 28 vittime e 300 feriti e 45mila sfollati e tra i 12 e i 13 miliardi di euro di danni nella sola Emilia Romagna. Devo dire che grazie a tutti, nessuno escluso; siamo stati davvero capaci di fare qualcosa che si è visto raramente in questo Paese. Vuol dire che le cose coordinate bene si possono fare, i poteri commissariali sono stati davvero importanti ma soprattutto abbiamo saputo spendere bene le risorse che tutti i governi che si sono succeduti ci hanno messo a disposizione".

Dal terremoto all'alluvione la palla è passata al presidente Acquaroli che, a marigne dell'incontro, ha stimato in almeno un miliardo di euro i danni. “Serve un piano nazionale di mitigazione del rischio idrogeologico perché una Regione, come le Marche, da sola, non ha le risorse sufficienti per salvaguardare tutte le criticità sull’intero territorio. Da parte del governo nazionale stiamo percependo una disponibilità verso le problematiche che stiamo affrontando. Occorre anche sburocratizzare gli iter degli interventi per fare in modo che gli investimenti possano concludersi in tempi compatibili con le urgenze rilevate, in un territorio che non è solo quello regionale che vede accadere sempre più frequentemente eventi distruttivi -ha detto Acquaroli- I problemi da affrontare riguardano i tempi delle procedure che vanno cambiati e snelliti, oltre all’atteggiamento verso queste tematiche che non può essere ideologico ma deve tendere a trovare le soluzioni necessarie, perché la tempestività può significare anche evitare danni alle persone e alle cose. Quindi la semplificazione deve oggettivamente rappresentare una priorità. Dobbiamo ricordare che l’alluvione è avvenuta a pochi giorni dalle elezioni politiche, con un Governo uscente e uno entrante. Ora stiamo lavorando con gli esponenti dell’esecutivo. La settimana scorsa ci sono stati incontri con il sottosegretario Mantovano, domani sarò a Roma per incontrare il ministro Musumeci, con cui ho parlato anche nei giorni scorsi. Faremo il punto sull'alluvione e sulle iniziative da mettere in campo e che stiamo cercando di definire e, dall'altra parte, anche un punto sul sisma accaduto nei giorni scorsi”.

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Questo è un articolo pubblicato il 15-11-2022 alle 19:39 sul giornale del 16 novembre 2022 - 10 letture

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